I nostri territori

Montagna
di sopra

Oasi WWF


L’Oasi è stata istituita nel 2000 e rappresenta ancora un’esperienza unica nel comprensorio: infatti, oltre alla funzione ricreativa e turistica, essa svolge un’importante ruolo didattico ed educativo ed anche di monitoraggio del territorio (per le osservazioni e segnalazioni alla comunità scientifica di specie animali e vegetali).
Il Comune di Pannarano è proprietario dell’area, l’Associazione WWF Sannio ne cura la gestione con i volontari e il supporto della cooperativa Lavoro & Territorio.

Approfondimenti


L’Oasi WWF “Montagna di Sopra” di Pannarano rappresenta uno scrigno di biodiversità immerso nel Parco Regionale del Partenio. Il suo ambiente è dominato da boschi puri di faggio, specie arborea propria delle nostre fasce montane dell’Appennino, che verso la vetta (1598 m.) assume forme modellate dal vento e dal clima; in associazione ai sempreverdi tasso e agrifoglio, la faggeta è riconosciuta come “Habitat di Interesse Comunitario” (cod. 9210) ai sensi della Direttiva “Habitat”. Inoltre si rinvengono diverse specie di aceri, tigli, frassini, sorbi.

Al di sotto dello strato arboreo il microclima molto umido e ombroso favorisce diverse felci e specie vegetali sciafile (“amanti dell’ombra”) come i ciclamini napoletani, la cui rosea fioritura segna l’inizio dell’autunno, o ancora viole, primule e scille i cui fiori fanno la loro comparsa sulla coda dell’inverno. Tra i fiori tardo-invernali, si sgnala l’iconico bucaneve, annoverato nella Lista Rossa delle specie a rischio estinzione (IUCN). Nel periodo estivo, invece, sboccia il giglio martagone, meritatamente eletto a simbolo dell’Oasi. Tra le “chicche” botaniche del sito ci sono anche diverse orchidee, tra cui il nido d’uccello, una pianta priva di clorofilla che affida la sua alimentazione ad un fungo in simbiosi con le sue radici.

I funghi popolano in lungo e in largo il sottosuolo della faggeta e si rendono visibili con corpi fruttiferi di ogni forma, dimensione e colore; fanno eccezione i prelibati tartufi, tanto ambiti dai cercatori che si affidano ai loro cani per scovarli ed estrarli dal suolo. Infine, laddove riaffiora le rocce madre calcaree si insediano piante rupestri, tra cui spicca la peverina tomentosa, un’entità endemica delle rupi calcaree dell’Appennino centro-meridionale.

Numerosi sono gli animali che frequentano e/o abitano la faggeta, tra cui molte specie endemiche, rigorosamente protette (Direttiva Habitat) o a rischio estinzione (Red List – IUCN). Tra gli invertebrati il cerambice del faggio, un coleottero che si ciba dell’abbondante legno morto presente nelle faggete mature, mentre nei canali e valloni dell’Oasi oppure nel suolo umido forestale, si trovano diversi anfibi, anche endemici come la rana appenninica o la salamandra pezzata di Giglioli.

I cieli sono solcati da diversi rapaci, diurni come lo sparviero e notturni come l’allocco ma numerosi sono anche gli uccelli della foresta, come le cince (cinciarella, cinciallegra, cincia mora), il picchio muratore, i picidi veri e propri (picchio rosso maggiore, picchio rosso minore e picchio verde).

Nella distesa di faggi possono trovare risorse alimentari varie specie di pipistrelli tra ferri di cavallo, vespertili e miniotteri, concentrati prevalentemente nella grotta carsica di “Mattiuccio”, mentre al suolo si possono facilmente osservare i solchi lasciati dai cinghiali, divenuti la preda preferita del lupo.

L’Oasi è ideale per gli amanti del trekking, per le famiglie e per le scolaresche: conta, infatti, nove sentieri, di cui uno – il percorso natura “La cincia mora” – attrezzato con pannelli didattici e aula didattica nel bosco, è accessibile a tutti.

Nelle calde giornate d’estate, il refrigerio è garantito dalle limpide e fresche acque della sorgente oligominerale “Acqua delle Vene”, situata all’ingresso dell’Oasi.

Sempre in questa’area sono, anche, presenti un’area attrezzata per la sosta dove consumare un panino insieme alla famiglia o agli amici e il rifugio/centro visite “Acqua delle Vene”, dotato di posti letto per il pernottamento degli escursionisti e dove è possibile consumare rustici pasti con prodotti tipici locali.

Nel corso dell’anno si organizzano visite guidate didattiche, campi avventura, arrampicata sportiva, escursioni più impegnative, serate divulgative, eventi sportivi: seguite la pagina Facebook per partecipare!

A pochi chilometri dall’Oasi e sempre in montagna è situata la maestosa Abbazia Benedettina di Montevergine, con tutti i suoi tesori e misteri millenari. Alla base del massiccio una corona di centri storici rappresenta un’occasione di visita, anche per acquistare degli ottimi prodotti locali: olio, vino, salumi, carne, formaggi, castagne, tartufi.

ESTENSIONEPOSIZIONE GEOGRAFICA
312 EttariComune di Pannarano
provincia di Benevento

Flora e Fauna
1162
entità
floristiche
70
specie
di uccelli

Il Castagno

Molto più
di un semplice
albero

Il castagno ha goduto nel corso dei secoli di una attenzione tutta particolare da parte dell’uomo. Ha condizionato nei secoli la civiltà della montagna, plasmandone usi e cultura e determinando sostanziali cambiamenti nel paesaggio montano.

Le vicende della castanicoltura costituiscono pertanto un importante elemento della storia del comprensorio del Partenio. Nonostante le attuali condizioni di diffuso abbandono, il castagno può costituire ancora un’importante risorsa per le aree interne.


Ecowoodland punta a riscoprire questo potenziale, promuovendo una gestione eco-compatibile che guarda sia alla produzione di frutti pregiati che alla tutela della biodiversità e alla bellezza del paesaggio.

Una delle strategie chiave del progetto è la conversione delle tradizionali selve castanili in moderni castagneti da frutto. Questo passaggio, se realizzato con attenzione all’equilibrio naturale, può generare nuove opportunità economiche per le aziende agricole locali. Ecowoodland vuole essere un facilitatore di questo cambiamento, fornendo formazione sulle tecniche di agricoltura biologica, sull’uso di pratiche di ingegneria naturalistica per la difesa del suolo e sulle tecniche di innesto per migliorare la produzione.

E parlando di frutti pregiati, non possiamo non citare la Castagna del Partenio IGP!

Questo riconoscimento, ormai in dirittura d’arrivo, è una vittoria per tutto il territorio irpino. La Castagna del Partenio, coltivata con cura nel Parco Regionale, è un vero gioiello dal sapore dolce e dalla polpa soda. Ottenere l’IGP significa valorizzare un prodotto unico, proteggere dalle imitazioni e offrire nuove prospettive di crescita economica per i produttori e le comunità locali. Ecowoodland sostiene con entusiasmo questo percorso, consapevole dell’importanza di promuovere le eccellenze del nostro territorio.

Castagna